klp dedica il primo post ad un articolo letto su ‘it.arti.teatro’. E’ un buon inizio.
Poco prima di morire , diede l’ennesimo addio al teatro, sperando di esorcizzare la morte , ma la morte non si lascia fregare da noi mortali. A 78 anni, dopo 60 anni di palcoscenico, disse basta davvero. E lo fece -anche col supporto televisivo - nel modo più eccessivo, più plateale che aveva conosciuto : esibendosi.
Il repertorio di Gassman era immenso. Da Eschilo al marchese di Caccavone. Ma io lo ricordo ancora giovane in Otello, Macbeth, Edipo, e poi lo ricordo nell’ Uomo dal Fiore in bocca, un pezzo antologico che Vittorio volle riproporre , un brano testamentario di Pirandello, forte, impregnato di Sicilia , dichiarazione d’immutato amore per la sua terra.
Poi Gassman si è trasformato di volta in volta in poeta, romanziere, polemista, seduttore, patriarca , vagabondo, ripercorse tutti i ruoli accarezzati anche nella vita, introiettati e interpretati non solo sulla
scena, ma anche nelle varie stagioni della sua esistenza. Gassman-Adelchi ,
con un Manzoni indigeribile , Gassman-Achab , davvero straordinario,
eccezional. Occorrevano tutte e due. Il Gassaman che Odia l’odio e Ama l’
Amore in quanto tali. E poi il Gassman disperato, malato , solo , in preda
alla più cruda depressione ( Mi ha riferito un eccellente dermatologo
salentino che ebbe in cura Vittorio , che aveva dei veri e propri buchi ai
piedi, frutto delle sue ansie e angosce)
E poi il Gassman che conosciamo tutti , egoista , vanesio , goliardico
Sempre eccessivo. Molteplice. Ma ci occorrono tutti i Gassman possibili.
Infine il commiato. L’epilogo. In palcoscenico. Che ribolliva di folla
delirante.
E lui, Gassman che alzava per l’ennesima volte le braccia come un eroe
omerico. Superbo. Unico. Mitico. Ecco le sue dichiarazioni finali:
“Gli attori sono una categoria con un forte tasso di imbecillità e di finte
aristocrazie, io ho sempre amato attori e registi che hannno il senso del
gioco e della relatività, Monicelli , Scola , Risi , Altman , tutta gente
che fa le cose seriamente ma non si prende troppo sul serio”.
Che rapporto ha con i suoi molti figli ?
“I figli sono creature sconosciute con cui il rapporto è ambivalente: amore
e combattimento,ci devono essere entrambe, coni figli si lotta, ho un figlio
di 19 anni che amo moltissimo, però se faccio un errore non mi perdona ,
punta subito il dito, però mi protegge anche”.
Esiste la felicità?
“No. La felicità totale no. Esistono momenti di felicità, uno stupore di
stare al mondo, ogni giorno mi sveglio con ujn cenno di ringraziamento verso
l’ipotetico padrone del vapore”.
Crede in Dio?
“Sì, al sessanta per cento. Per il 40 intervengono il raziocinio i dubbi .
Ma un frate mi ha detto che la fede che non passa attraverso il dubbio vale
di meno”.
Gli volevano dare una laurea honoris causa , a Lecce . Uno dei più grandi
attori italiani di ogni tempo , Vittorio Gassman, una persona di grande
spessore culturale, che sarebbe stato qualcuno comunque , anche non facendo
l’attore. La Facoltà dei Beni culturali dell’Università di Lecce aveva
previsto di premiarlo in autunno, ma non ha fatto in tempo.
Vittorio è morto prima . E così il riconoscimento al protagonista di tante
imprese teatrali , al ruolo fondamentale che Gassmann ha svolto negli
ultimi cinquant’anni per la cultura italiana, non gli è stato dato , da
vivo. Postumo non serve davvero.
Bisognava pensarci prima . Gassmann arcimeritava il riconoscimento, così
come Carmelo Bene , invece l’han dato ad Alberto Sordi, con tutto il
rispetto per l’attore ( ma l’uomo valeva decisamente di meno ) .
Vittorio lo meritava non solo per l’attività in teatro, per il cinema, ma
per tutto questo e altro ancora , comprese le sue opere letterarie ,alcune
delle quali sono diventate un best-seller, e per l’uomo di cultura che era.
.
Sarebbe stata una grande opportunità per quanti fanno teatro dalle nostre
parti – e sono molti – e soprattutto per i nostri giovani studenti. – disse
Luigi santoro, docente di storia del teatro e dello spettacolo e di cinema
presso l’Università di Lecce. – “Gassman era la bandiera , il protagonista
assoluto del teatro italiano nel mondo. E aveva investito tutto sé
stesso, la sua vita nell’attività di uomo del palcoscenico”.
Augusto Benemeglio (da it.arti.teatro)